Riferimento: ctg01
Prezzo: 2200.000 Euro
Località: San Giuliano Terme
Terreno: 6 ettari
Altre Informazioni
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Descrizione
Edificata su una propaggine calcarea del Monte Pisano, questa antica dimora in stato di abbandono offre oggi all'imprenditore attento, la possibilità di recuperare un bene unico nel suo genere. Si tratta infatti di una costruzione articolata risalente si ipotizza al XIV secolo e descritta in alcuni documenti dell'estimo del 1618 come “palazzo con colombaia, corte, ballatoio, giardino cinto di mura con fonti e vivaio, con la chiesa della Natività di Maria e con la casa per il lavoratore e con terra vitiata e olivata”, quindi una fattoria fortificata sul tipo di villa signorile con il luogo di produzione e di controllo.
La sua ubicazione e la sua costruzione alquanto complessa meritano uno studio attento, a partire dalla cappella contigua che evidenzia stilemi rinascimentali con tre oculi in facciata e il portale disegnato da cornici in pietra. Sopra la porta c’è lo stemma della famiglia e l’ iscrizione, posta a conclusione dell’ intervento murario ci invita ad approfondire la ricerca: “Tiberius Alliata Annibalis Ecls. Privati aedibus olim incomode coherenten pietatis ergo hic posuit” A.D. 1611
I costruttori di questa dimora sono stati gli Alliata o Agliata di Pisa, famiglia di origine greca, portata a Pisa da un Tiburzio, di grande potere politico: molti degli Alliata infatti furono Anziani e parecchi sostennero il Priorato. Interessante, nel dettaglio, il processo di formazione di un patrimonio fondiario a opera di uno dei principali esponenti, nei decenni a cavallo del Trecento, della vita economica e politica di Pisa: Cecco, poi sempre più spesso e più solennemente, ser Francesco Alliata.
Le prime notizie certe indicano gli Alliata immigrati a Pisa, intorno al 1270, da Calcinaia, dove erano piccoli proprietari terrieri. Se Galgano Alliata ebbe cariche comunali di una certa importanza, fu con la seconda generazione che la famiglia si inserì nel ristretto cerchio dirigente pisano: sia a livello sociale, anche con matrimoni prestigiosi, sia sul piano politico, con l’ ingresso non casuale nello anzianato, sia dal punto di vista economico, soprattutto grazie ai traffici mediterranei e alle importanti posizioni raggiunte in Sardegna.Ser Francesco Alliata Cecco, o Francesco, fu una personalità di noto rilievo nella stirpe. Sulle sue vicende familiari sono giunti dati precisi grazie ad un volume conservato tra le carte Alliata nell’ Archivio di stato di Pisa. Dopo la usuale invocazione religiosa, è scritto: “In questo quaderno iscrivo tute le posicione…io Francesco di ser Betto Agliata…” Ma in questo registro, da ritenersi autografo, egli venne annotando non soltanto i possessi, bensì fatti di carattere autobiografico, a partire dall’ anno 1353 annotando per esempio le nascite dei figli .
Con minuziosità descrive la sua attività in Sardegna, rivelando l'inclinazione al traffico del denaro e alla concessione di prestiti.
Il ruolo di console del porto di Cagliari, già appartenuto al padre, venne ricoperto da Cecco solo tra gli anni 1321 e 22: la posizione di assoluto prestigio di castellano del Castello di Cagliari non lo trattenne dalla decisione di vendere le numerose proprietà isolane, avendo perso Pisa il monopolio delle saline sarde ed il suo declino rendendo difficile il mantenimento di una flotta a protezione dalla pirateria dei mercanti pisani.
A partire dal 1340 egli concentrò i propri investimenti fondiari nelle località lungo il Monte Pisano dalla parte del Serchio, grazie alla cospicua eredità di Nerio Boncristiani padre di Duccia, la bellissima consorte scomparsa prematuramente, ma anche favorito dalla unione in terze nozze con monna Giovanna di Betto da Ripafratta che gli portò in dote ben 800 lire di denari pisani.
Centro principale dei suoi interessi fu Rigoli dove acquistò dai Lanfranchi Chioccoli un grosso edificio e un relativamente vasto apprezzamento agricolo, con mulino, pescheria e un tratto di bosco, per la somma di ben 2.400 lire. Negli anni immediatamente successivi comprò altri piccoli appezzamenti contigui per compattare meglio la sua proprietà e investì ragguardevoli somme per trasformare l’ edificio principale in un ”palazzo fortificato”, dove egli passava la maggior parte dell’ anno preferendolo alla torre vergata, a strisce bianche e nere, posseduta in un lungarno nella cappella di Sant’ Andrea del quartiere di foriporta.
Come Cecco Alliata spiega più volte nel suo manoscritto, questo grosso investimento era legato ad un amore per il vivere in campagna e per il “murare” che si andava diffondendo nelle principali famiglie in Toscana.
Tornando allo stato attuale della dimora storica in vendita sul Lungomonte Pisano va messo in evidenza che recentemente, l'attuale proprietario del bene, un imprenditore di successo di zona, è riuscito a stilare un progetto di recupero già approvato dalla soprintendenza di Pisa. Tale articolato progetto prevede la riqualificazione degli edifici esistenti con destinazione d'uso in parte ad attività ricettive e in parte a residenze (14 unità). L'edificio principale, con il grande vano ad uso frantoio e la bellissima ala coperta con aperture ad arco, copre una superficie utile di mq 1848 circa, oltre a vari annessi per 80 mq. Tutto intorno si sviluppa il terreno di circa 18 ettari in parte ad oliveto. Stupenda la vista che si gode dalla posizione strategica del complesso.
Zona
Lungomonte Pisano, San Giuliano Terme
Fotografie
Altre Informazioni
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